La porta scomparsa, ancora presente nella memoria della città
Inaugurata nel 1521, Porta Codalunga fu la terza porta della nuova cinta veneziana, dopo Porta Liviana e Porta Santa Croce. Il suo aspetto originario è conosciuto grazie a pochi disegni del Settecento e ai rilievi ottocenteschi, che restituiscono l'immagine di una costruzione sobria, caratterizzata da un paramento bugnato e da pochi elementi decorativi: il Leone di San Marco, gli stemmi dei rettori della città e una grande iscrizione celebrativa, oggi conservati ai Musei Civici di Padova.
1910 c.a - Una delle rare foto della facciata esterna della porta dopo la trasformazione ottocentesca in barriera daziaria, usata come spazio per pubbliche affissioni. La fossa, accompagnava ancora le mura verso est (a sinistra nella foto) e le mura, seppure rase al suolo, erano ancora visibili al di sotto del livello stradale. (Cartolina, coll. privata - leggermente colorizzata))
Appunti storici
Fu radicalmente ristrutturata nel 1859, nel contesto della realizzazione del viale di collegamento con la neonata stazione ferroviaria (viale Codalunga), divenendo l’elemento centrale della nuova barriera daziaria, denominata “Elisabetta” in onore dell’Imperatrice e più tardi “Mazzini”, dopo l’annessione del Veneto al Regno d’Italia. La porta fu infine demolita nel 1925, mentre si conservano ancora le due garitte poste ai lati del viale. La campagna archeologica del 2017 ha permesso di verificarne la pianta e realizzarne la ricostruzione virtuale.
Vieni a visitare l'area dove sorgeva Porta Codalunga, per scoprirne gli angoli più suggestivi e il fascino della sua storia!
Ricostruzione tridimensionale delle porta, delle mura e del Torrione della Gatta nel 1859.
1910 c.a - Fotografia presa dal torrione della Gatta, all’incirca con la stessa angolazione del disegno di Alfred Guesdon del 1849. Nonostante l’apertura della breccia, la ristrutturazione della porta e la riduzione al livello del suolo della cortina a est (a sinistra nella foto), le mura sono ancora molto presenti e leggibili. (MCPd MAMM, inv. 1501).
1902 - Agli inizi del Novecento la porta ha ancora un ruolo funzionale importante, come elemento centrale della barriera daziaria (ospita all’interno anche una pesa pubblica), ma conserva anche una dignità monumentale (Cartolina, coll. privata)
1913 - La foto ritrae la porta ottocentesca, qualche anno prima della demolizione avvenuta nel 1925, lasciando intravedere di scorcio il fianco sud-est, con al centro un
nicchione, simile ma più grande di quelli di porta Liviana, e due finestrelle ad arco. A destra la garitta vicino alla quale vi trovate. Sulla facciata la scritta “BARRIERA MAZZINI”, come si chiamò qualche anno dopo l’annessione del Veneto al Regno d’Italia. (Cartolina, coll. privata).
1849 - La veduta a volo d’uccello (eseguita dal pallone aerostatico) di Alfred Guesdon mostra porta Codalunga in primo piano, con le mura ancora intatte, che saranno demolite di lì a poco ai lati della porta, per creare la barriera con cancellate, che rendeva più agevole il traffico.
Come visitare Porta Codalunga
Porta Codalunga non esiste più, ma il luogo in cui sorgeva è ancora perfettamente riconoscibile. Le due garitte ai lati del viale ne segnano l'antico allineamento e diventano il punto di partenza di una visita che, grazie alla realtà aumentata, restituisce forma e presenza a ciò che il tempo ha cancellato.
La stazione condivide il punto di accoglienza con il Torrione della Gatta: visitarle insieme permette di comprendere meglio la storia di questo tratto delle mura.
Porta Codalunga non esiste più, ma il luogo in cui sorgeva è ancora perfettamente riconoscibile. Le due garitte ai lati del viale ne segnano l'antico allineamento e diventano il punto di partenza di una visita che, grazie alla realtà aumentata, restituisce forma e presenza a ciò che il tempo ha cancellato.
La stazione condivide il punto di accoglienza con il Torrione della Gatta: visitarle insieme permette di comprendere meglio la storia di questo tratto delle mura.
Il punto di accoglienza si trova all'angolo tra viale della Rotonda e via Citolo da Perugia.
Qui puoi vedere il video introduttivo dedicato alle mura di Padova e un approfondimento su Porta Codalunga, con ricostruzioni tridimensionali che raccontano l'evoluzione della porta e del quartiere.
È inoltre disponibile il QR Code per scaricare l'app MURA VIVE o accedere ai contenuti dedicati alla stazione.
Il punto di accoglienza si trova all'angolo tra viale della Rotonda e via Citolo da Perugia.
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È inoltre disponibile il QR Code per scaricare l'app MURA VIVE o accedere ai contenuti dedicati alla stazione.
Accompagnato dal personale di MURA VIVE raggiungerai lo spartitraffico di viale Codalunga, dove la porta riapparirà nel suo luogo originario grazie alla realtà aumentata e a una ricostruzione in scala reale.
La porta torna davanti ai tuoi occhi
Accompagnato dal personale di MURA VIVE raggiungerai lo spartitraffico di viale Codalunga, dove la porta riapparirà nel suo luogo originario grazie alla realtà aumentata e a una ricostruzione in scala reale.
La visita
L'app MURA VIVE ti accompagna nella scoperta della porta attraverso documenti storici, immagini d'epoca e modelli tridimensionali che ne raccontano l'evoluzione nel tempo.
La visita
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Informazioni pratiche
Non è richiesta la prenotazione.
Orari e giorni di apertura sono disponibili nella sezione Informazioni.
MURA VIVE è disponibile anche in inglese, con audioguida dedicata. È inoltre accessibile ai visitatori sordi grazie ai contenuti in Lingua dei Segni Italiana e ai testi consultabili su tablet.
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